La PRUDENZA: non come azione razionale, ma come sintesi di completa perfezione di ogni virtù

La virtù della Prudenza

  

E’ una virtù cardine per la vita spirituale. Ogni momento ha una scelta propria che non è uguale ad un momento passato o futuro, e nemmeno i momenti del presente sono uguali l’uno all’altro. Scegliere il bene, scegliere il bene proprio ad ogni momento, quello che è pienamente conforme al volere di Dio ed è il più opportuno all’uomo, alla famiglia, all’ambiente ed alla comunione ecclesiale, è senza dubbio frutto non solo di prudenza, ma di tante altre virtù, anzi di tutte le virtù. La prudenza veramente saggia e perfetta suppone il completo distacco dall’io, dal mondo e dalla carne: basta un piccolo legame per deviare dalla prudenza. Un tenue filo razionale, affettivo o sensitivo, è più che sufficiente per comunicare impulsi di confusione, di presunzione e di sbandamento. Quante opere buone non sono fatte per eccesso di prudenza! Quante azioni sante sono fatte male per poca prudenza! Quante volte la prudenza è confusa con la mancanza di fede, con la pigrizia e molte volte con una sofisticata presunzione che riduce ed esclude la volontà di Dio. L’equilibrio, il dominio di sé e la speranza viva nella fede continua sono i pilastri di una vera prudenza. La prudenza è attenzione alla volontà di Dio calata nella realtà esistenziale del soggetto che la deve attualizzare e dell’oggetto a cui è indirizzata: è umiltà, è fede, è speranza, è carità, è rinunzia e pazienza, è silenzio e preghiera, è mansuetudine e dolcezza, è coraggio e fermezza irreversibile. E’ non solo luce che ci permette di vedere la volontà di Dio, ma è anche amore fedele che riveste del modo giusto l’azione buona, capace di renderla conforme al modo stesso di agire di Dio. La prudenza è verità generata dalla carità, è fortezza animata di amore e di dolore, è taglio addolcito dalle lacrime e dalla preghiera, è lode sorretta dalla giustizia, è correzione che sprizza faville infuocate di paterna premura, è dolcezza sana irrobustita dalla fortezza di Dio. La prudenza è veramente una virtù cardinale; il suo esercizio mette in movimento tutte le altre virtù, la sua perfezione è sintesi di completa perfezione di ogni singola virtù. Man mano che l’anima procede nella conquista delle virtù avverte il bisogno di esercitarla nel modo giusto, cioè con prudenza, per renderla più vera, più efficace e costante. La prudenza è la verifica più attendibile della buona volontà, della virtù autentica e dell’unione fedele con Dio. Don Pierino Galeone – Servi della sofferenza (Tratto da un post  di wordPress di don Vincenzo Carone)

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