La nascita di Gesù 

Dalla NOVENA DEL S. NATALEcomposta da S. Alfonso M. de’ Liguori

“Della nascita di Gesù Bambino nella grotta di Betlemme”


Essendo già uscito l’editto dell’imperatore di Roma che andasse ognuno a scriversi nella sua patria, si parte Giuseppe con la sua Sposa Maria per andare a scriversi in Betlemme.

O Dio, quanto dovette patire la Vergine santa in questo viaggio che fu di quattro giornate, per vie di montagne ed in tempo d’inverno, con freddi, venti e piogge!

Giunti che furono là, venne il tempo del parto; onde Giuseppe si pose a cercare per quella città qualche alloggio dove potesse partorire Maria.

Ma perché son poveri, son discacciati da tutti: son discacciati anche dall’osteria, dove gli altri poveri erano stati accolti.

Onde in quella notte uscirono dalla città, e trovando una grotta, ivi entrò Maria. Ma Giuseppe le disse: “Sposa mia, come vuoi stare questa notte in questo luogo così umido e freddo, e qui partorire? Non vedi che questa è stalla di animali?”. Ma rispose Maria: “Giuseppe mio, è pur vero che questa grotta è il palazzo reale in cui vuol nascere il Figlio di Dio”.

Ed ecco già che venuta l’ora del parto, stando la santa Verginella genuflessa in orazione, vede tutt’insieme illuminata quella spelonca da una gran luce, abbassa Ella gli occhi, ed ecco che mira già nato in terra il Figlio di Dio, tenero Bambino che trema di freddo e piange; onde prima l’adora come suo Dio, poi se lo mette in seno e lo fascia con quei poveri pannicelli che seco aveva, e finalmente così fasciato lo ripone a giacere dentro una mangiatoia sopra la paglia.

Ecco come ha voluto nascere il Figlio dell’Eterno Padre per nostro amore.


Diceva S. Maria Maddalena de’ Pazzi che le anime innamorate di Gesù Cristo stando ai piedi del santo Bambino debbono fare l’officio delle bestie della stalla di Betlemme, che con i loro fiati riscaldavano Gesù; e così esse devono anche riscaldarlo con i sospiri d’amore.

Adorato mio Bambino, io non avrei ardire di stare ai tuoi piedi, se non sapessi che Tu stesso m’inviti ad accostarmi a Te. Io son quello che con i peccati miei ti ho fatto spargere tante lacrime nella stalla di Betlemme. Ma giacché Tu sei venuto in Terra a perdonare i peccatori pentiti, perdona me ancora, mentre mi pento sommamente di aver disprezzato Te, mio Salvatore e Dio, che sei così buono e tanto mi hai amato.

Tu in questa notte dispensi grazie grandi a tante anime, consola anche l’anima mia! La grazia che voglio è la grazia d’amarti, da oggi avanti, con tutto il mio cuore; infiammami tutto del tuo santo amore!

Ti amo, Dio mio, fatto bambino per me. Deh non permettere che io lasci mai d’amarti!

O Maria, Madre mia, Tu tutto puoi con le tue preghiere, altro non ti domando: prega Gesù per me!

Padre nostro, Ave Maria, Gloria.

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